giovedì, 11 giugno 2009

Terminator Salvation (2009)
Regia: McG


Visto terminator, grandi aspettative. E' dal 1984 che aspetto che scoppi la guerra tra gli umani e le macchine. E' dai tempi di Capitan Power che aspetto di vedere duecento schwarzenegger dai pettorali scolpiti fare il culo a quella checca di John Connor. E invece... o non mi diventa governatore della California?

Ma dico io, devi distruggere l'umanità, devi fare il culo al mondo intero, devi sparare bombe, fare esplodere raudi giganti, tirare moccoli e parolacce a quei terroristi della resistenza, e invece che fa? Se ne diventa governatore della California. Oh che abbia un piano migliore, il furbino?

In ogni caso il film è una merda. John Connor come in ogni episodio è un bamboccione strafatto di moccio, come ogni volta è un personaggio senza spessore che può darti solo una massiccia dose di delusione.

C'è poi un altro tipo, un incrocio tra Van Damme, e Schwarzy, che atterra i robot tirando loro una chiave a croce di quelle per togliere i bulloni dalle ruote.

Ci sono le esplosioni care a tanti Americani, qualche abbozzo di storia d'amore, cara ai fedelissimi di Hollywood, una bella figa che sa il fatto suo, qualche battutina a stelle e strisce, parecchi robot molto più brutti del T-800, i vecchi e cari T-800, qualche moto-robot che ricorda i Rotanti del mago di Oz, e un pugno di robottoni gigantosi che fanno fare la cacca nelle mutande a Connor e compagnia bella.

La trama? Semplice. Guerra cyborg-umani = 0 - 1. resistenza comandata da Connor che cerca il suo babbo che a quei tempi è più piccino di lui. Anche i robot cercano il padre di Connor che è un bel rompicoglioni, più del suo figliolo.

Nel complesso una merda. Si esce dal cinema con una bisaccia strabordante Pive.

Voto: 5 (Cinque)
mercoledì, 08 aprile 2009

Gran Torino (2009)
Regia: Clint Eastwood



Ispettore Callaghan il caso Hmong è tuo!

Clint Eastwood stavolta è proprio un furbino, si costruisce addosso un film, un film che gli vada a pennello e che gli calzi addosso come l'abito di un sarto, lo indossa, e ci si muove da gran signore all'interno, facendo pure le riverenze. Tanto di cappello!

Eccolo qua il vecchio Clint, un duro con le palle quadre, che sputa tabacco masticato, usa cazzi come virgole, e ti spacca il culo se calpesti la sua proprietà.

La trama è semplice: lui vecchio reduce delle guerra in Corea, col ricordo dei morti assassinati che gli torce le budella, il fegato strafatto di birra e wiskey, l'alito puzzolente di sigarette e tabacco masticato. Lui rude e incazzato. Lui che è un vero uomo e gli altri sono vermi senza midollo. Lui che non ha un rapporto coi figli. Lui che ha da poco perso la moglie. Lui che non sopporta il prete impiccione. Lui che imbraccia il fucile se qualche debole viene ingiustamente maltrattato.

Devo ammetterlo: la recitazione di Clint Eastwood mi è proprio piaciuta, ci sa fare, ma questo lo sapevamo gia. E' bello vederlo incazzato in una parte che avrebbe potuto essere solamente sua o di Tommy Lee Jones.
E ti fai pure qualche risata talvolta.
E poi c'è una bellissima fotografia.

E allora che c'è che non va?

Boh, non saprei... Forse perchè "Gran Torino" mi è sembrato troppo "profumo di donna" con Al Pacino? La trama non centra niente, chiaro, ma me lo ricorda troppo. E questo secondo me non è un bene, perchè mi viene da pensare: "Niente di nuovo, sempre le solite cose".

Voto: 6 e 1/2 (Sei e mezzo)
postato da: Testavuota alle ore 13:41 | link | commenti (3)
categorie: cinema, film, eastwood clint, 06
lunedì, 16 febbraio 2009

Fuori Vena (2005)
Regia: Tekla Taidelli



Un film sulla droga e sui drogati, carino, ironico, duro, esplicito, e tremendamente ingenuo.

Trama: Lei, punkabbestia figlia di papà, si innamora di lui, tossico bugiardo ed infognato. Lei vuole aiutarlo a lasciare la scimmia. Lui preferisce l'ago. Fine della storia. Il tutto condito con musica punk, dai cccp ai casino royale.

Insomma, visto e rivisto, trito e ritrito. Non dice nulla di nuovo.
La regista ci prova utilizzando attori della strada, per dare una patina di verità al tutto (anche se sul finire ci tiene a precisare che le sostanze usate nel film sono tutte finte), ma arriva tardi, ci hanno già pensato altri, prendi il ragazzi del Bahnhof Zoo, lo zoo di Berlino, o i giovani coatti di "Amore Tossico", tanto per rimanere in tema.
Giustifichiamo comunque le recitazioni spesso vacillanti, sacrifichiamole in nome della veridicità! Olè!

Ciò che non va giù è l'ingenuità, disgustosa e mielosa di una storia d'amore sbocciata di punto in bianco, senza alcun fondamento psicologico, in quattro e quattt'otto. Ora non si conoscono, ora scopano, ora si amano, e dicono: "abbiamo fatto l'amore", "lui è dolce, tenero", "io son stata bene, troppo bene, è dolce, cazzo, troppo dolce", quasi si amano, ma cazzo, si sono conosciuti ieri!
E vuole pure farlo smettere di farsi! Sembra sua madre, ma la sera prima era una punkabbestia strafatta, ed oggi una crocerossina missionaria decisa a redimere gli sbandati. Di punto in bianco.

Lei, Tekla (attirice protagonista e regista) è la classica ragazza dei centri sociali: punx, capello rasato, ciuffi dread, anfibi pesanti, perizzoma in bella mostra, parlata sbiascicata e fare di chi la sa più lunga di te.
Tekla è quel tipo di punkabbestia fattone e materno, che si crede la beniamina del gruppo, che si sente il punto di riferimento, quel tipo di ragazza che coccola gli amici in overdose e manda a fanculo il papi riccone e il nonnino rompiballe, quel tipo di ragazza che si crede di poter salvare o essere d'aiuto a tutti i suoi compagni sbandati malati malandati e maledetti, quando in realtà non è neppure è in grado di salvare se stessa. E' tenera e dolce in questa sua ingenuità, falsamente aggressiva, corrazzata per nascondere un'infelice sensibilità, un'emotività tristemente fragile.
Personaggio visto e rivisto, niente di nuovo.

Preferisco di gran lunga lui, Zanna, il tossico, sincero nella sua menzogna, ironico, e a tratti divertente. E mi piace la sua voce fuori campo, è divertente, diciamolo dai, è bravo.

Il film pullula poi dei soliti luoghi comuni: i raver non si mischiano ai tossici, i punx senza futuro si credono oltre e sono alla moda, i tipi coi cani, i piercing, le cacate per strada, la cheta, l'alcool, e le spade, e bologna, e milano, ecc.

Un film sula strada che parla di gente della strada fatto da gente della strada, un film che si fa guardare, che da noia, ma che si dimentica presto.

Lo consiglio a chi non ha ancora visto "I ragazzi dello Zoo di Berlino" e "Amore Tossico", a chi ama i film di droga, a chi ha visto Trainspotting e si sente un duro.

Voto: 6 (Sei)
postato da: Testavuota alle ore 11:37 | link | commenti (8)
categorie: cinema, film, piercing, 06 , taidelli tekla, dorga
giovedì, 12 febbraio 2009

Milk (2008)
Regia: Gus Van Sant



Non ne so niente di Buddismo, non ne capisco nulla, vuoi perchè ho una mente limitata, vuoi perchè le spiegazioni mistiche che forniscono i dotti guru dell'ambiente sono talmente incomprensibili da rasentare la follia. Ma una cosa credo di averla capita: il samsara indica il ciclo vita-morte, la reincarnazione, o meglio, la trasmigrazione delle anime.

Il Samsara. Dev'essere quello che è accaduto in questo caso, l'anima di Harvey Milk deve essere trasmigrata nel corpo di Sean Penn, non c'è altro modo per descrivere un recitazione così magistrale, così brillante, toccante, e stupenda, come quella a cui c'è permesso d'assistere in questo film.

Qui Sean Penn non recita la parte di un attivista politico Gay nella San Francisco degli anni '70.
Qui Sean Penn non recita la parte di un omosessuale che si batte per i propri diritti e per quelli di tutti i gays.
Qui Sean Penn non recita nella parte del primo consigliere americano dichiaratamente omossessuale di nome Harvey Milk.

Qui Sean Penn è Milk. Non c'è altro da aggiungere.

Qualsiasi giudizio sul film appare irrilevante, tanto ci si perde di fronte ad una simile recitazione. Sean Penn si cala totalmente nella parte, mutando carne, come un Cronemberg qualunque, divenendo Milk, adottando i suoi modi di fare, le sue movenze, i suoi tic, il suo aspetto.
Sean Penn si trasforma, dando un valore unico ad un film già di per se stupendo.

La trama: biografia di Milk, omosessuale, che entra in politica, che combatte per la parità dei diritti, che viene assassinato.

E' un film assolutamente bello e ben fatto, da vedere: due ore in compagnia di gay festosi e molto checche, di lesbiche dure e con le palle, di dolori e colori, di lacrime e indignazioni, di partecipazione e commozione.

Lo consiglio agli eterosessuali omofobici, agli eterosessuali senza pregiudizi, agli omosessuali, e ai soggetti neutri che non hanno ancora fatto una scelta sessuale.

Voto: 8 + 1 per la recitazione di Sean Penn = 9 (Nove).
postato da: Testavuota alle ore 08:36 | link | commenti (15)
categorie: politica, cinema, film, omosessualità, 09 , van sant gus
domenica, 08 febbraio 2009

Il Divo (2008)
Regia: Paolo Sorrentino



Questo film è un film immaginario che parla di luoghi e personaggi mai esistiti e di fatti mai accaduti. Il film descrive un'utopia al contrario, una distopia del genere di "1984" di George Orwell o de "La svastica sul sole" di Philip K. Dick.

La trama è semplice: in un paese, forse fin troppo fittizio e grigio, si è sviluppata una società piramidale il cui vertice si riproduce, cresce, e dilaga a macchia d'olio, ai danni di una maggioranza succube e gelatinosa.
Il mondo descritto nel film si chiama Italia, un minuscolo stato, una capocchia di spillo sul culo grasso di una terra abulica, governato da un personaggio ambiguo di nome Andreotti.
Questo governatore, dall'ombra della sua cinica insensibilità, muove le corde di un paese attonito, come un burattinaio senza remore.
Attorno cooprotagonisti e comparse di ogni tipo, come in un carosello: politici corrotti, mafiosi, pentiti, tangenti, denunce, suicidi, omicidi, arresti.

Questo mondo fittizio, che (ci tengo a precisare) esiste solo nell'immaginario dell'autore, ricorda la società descritta nel romanzo "Erewhon" di Samuel Butler: anche in questo romanzo viene descritta una civiltà al contrario, in cui i malati vengono incarcerati e disprezzati e i ladri curati, compatiti e rimessi in libertà. Ma anche in questo caso si tratta, naturalmente, di un mondo immaginario, che non ha alcun corrispettivo con la realtà.

In ogni caso "Il Divo" lo consiglio a tutti, è un film ben fatto, montato con verve, scorrevole, fa un quadro clinico di un periodo storico che molti hanno dimenticato o che vorrebbero dimenticare, consigliato a chi di Aldo Moro, della DC, della Mafia, e di tutte quelle cose lì non ne sa una cippa, consigliato a chi ama scuotere il capo e ripetere: "Che paese di Mmerda".

Anche se devo confessarlo: guardando il Divo, ho avuto un po' paura. Non sono abituato ai film dell'orrore, specialmente quando trattano temi come questi che, se uno ci crede, potrebbero anche essere veri. Ma poi mi sono detto: "Tranquillo Testavuota, è solo un film, non esiste nulla di tutto questo, niente è reale, e naturalmente non esiste alcun Andreotti".

Voto: 8 1/2 (Otto e mezzo).
postato da: Testavuota alle ore 09:00 | link | commenti (15)
categorie: cinema, 08 , sorrentino paolo
sabato, 31 gennaio 2009

Dead Set (2008)
Regia: Yann Demange
Genere: Telefilm horror in 5 puntate



Anno 1968 - La notte dei morti viventi - Unica via di salvezza una casa di campagna (sulle note di Toto Cotugno)

Anno 1978 - Zombi - Unica via di salvezza un centro commerciale.

Anno 2004 - L'alba dei morti dementi - Inghilterra: Unica via di salvezza un Pub.

Anno 2008 - Dead Set - Unica via di salvezza un reality: il Grande Fratello.

Da sempre i film di morti viventi sono un modo per fare una critica alla società, per portare in scena una metafora, in chiave horror, delle dinamiche sociali e culturali del nostro tempo.

Se un tempo l'unica via di fuga era rappresentata dalla casa in campagna, come simbolo di un ritorno al calore familiare e alle cose genuine, se successivamente l'unica via di fuga diventa il centro commerciale, come critica alla società consumista onnivora e cannibale, stavolta, con Dead Set, l'unica via di fuga è data da un reality, ed ho gia detto tutto.

La trama? Semplice. Eliminatorie del Grande Fratello, tutti pronti all'interno della casa e di fronte alle televisioni. Un'epidemia però è in arrivo, dilaga senza tregua, trasfomando tutti in zombi voraci e parecchio ignoranti. Gli unici a salvarsi sono gli inquilini del reality che, spaventati e increduli, si barricano all'interno del ventre materno del Big Brother.

La critica mi pare piuttosto evidente. Chi sono gli zombie? Siamo noi, evidentemente, noi spettatori divoratori di reality, strafatti di surrogati di vita reale, come morti viventi in poltrona, indolenti ciondolanti in ciabatte, ridotti a vivere di vita riflessa, di una vita fittizia preconfezionata e meramente televisiva.

Fotografia molto bella, zombi ben fatti e curati, un buon montaggio, ottimi personaggi ben disegnati, meravigliosa la figura dello sboccato direttore-capo che nel finale emula una scena tratta para para da "Il giorno degli Zombi" di Romero. Oltre a questa, le citazioni tratte da film di Romero sono innumerevoli, divertimento assicurato per i fan del genere.

Un reality che si tinge di rosso, un horror dei giorni nostri che consiglio a chiunque ami i telefilm ben confezionati, a chi ama (e a chi odia) il grande fratello e gli innumerevoli cugini, ma soprattutto a chi adora gli zombi, i film di Romero, e lo splatter peso.

Una battuta del film:
"Hai ucciso Davina! (La marcuzzi della situazione n.d.T.)"
"L'ho assunta io, posso farne quello che mi pare"

Voto: 9 (Nove)
venerdì, 23 gennaio 2009

Uncut - Member Only (2005)
Regia: Gionata Zarantonello


Dire che Uncut è un film del cazzo, significherebbe fare una battuta veramente scontata, e perciò mi trattengo. Ma è proprio quello di cui si tratta: un film del cazzo.

Non perchè sia un film brutto. E neppure perchè è un film/documentario sul pene. No: Uncut è un film del cazzo, perchè questa è l'unica immagine a cui si assiste per circa 80 minuti. Ottanta minuti di piano sequenza interamente dedicati ad un unico protagonista: un cazzo (un pene, un fallo, un pisello, come volete chiamarlo insomma). Il fallo qui è il protagonista indiscusso.

Ecco perchè il titolo Uncut: provate a censurare la nudità maschile, togliete il membro dallo schermo, e toglierete l'intero film! Guai a voi censuratori pazzi!!! Il sottotitolo gioca poi con la battuta member only, solo membri, il cui arguto gioco di parole è abbastanza intuitivo.

E vi devo dire la verità: è proprio un film carino. E' ben fatto, scorrevole, la trama regge dall'inizio alla fine, non è pesante come uno potrebbe immaginare. Cazzo, scorre! Sembrerebbe impossibile, ma vi giuro che si guarda bene, ti diverti, e arrivi alla fine senza doverti costringere a guardarlo per forza. Parola di'Ruba, un mio amico, che non voleva vederlo, poi alla fine mi ha dato ragione.

La trama? Semplice. Ciccio cazzuto, che poi è Franco Trentalance
(o almeno il suo uccello) il regista pornodivo che ha partecipato a "La Talpa", è bloccato a letto con una gamba in trazione e ha un unico pensiero: scopare. Chiama le ex, le amiche, le conoscenti, e ci prova con tutte. Inoltre la sua ragazza lo ha lasciato e una poliziotta investiga perchè crede che lui abbia ucciso la ragazza.

Guardatelo, e se vi piace, fatevi anche il primo film di questo regista "Medley - Brandelli di scuola", che non è bello come questo, ma è splatter, e pure targato Troma, quindi per me è buona cosa.

E poi dai, questo film è pure sul guinness dei primati con questa motivazione: " In this film there is a penis’ fixed frame that continues for 78 minutes". Bello no? Ed è italiano, basta con la robaccia a stelle e strisce!


Voto: 7- (Sette meno)
postato da: Testavuota alle ore 14:16 | link | commenti (6)
categorie: cinema, sesso, preservativi, pene, porno, 07 , membro, zarantonello gionata
martedì, 20 gennaio 2009

Wall-e (2008)
Regia: Andrew Stanton


Allora: un post su questo film è praticamente inutile. E' gia stato detto tutto. Qualsiasi rivista o blog di cinema ha parlato di Wall-e,
dicendo praticamente le stesse cose.

Avrebbe senso che io ne parlassi se non mi fosse piaciuto, se fosse sopravvalutato o altro. E invece...

E invece Wall-e è meraviglioso!

Una favola armoniosa divertente tenera e struggente.
Citazioni di 2001 odissea nello spazio.
Rimembranze della macchina del tempo di Wells.
Malinconie del muto di Charlot.

E ho detto tutto.

Posso solo citare Mauro, mio cognato (o genero? non ricordo mai), che dice: "La pixar non sbaglia un colpo".
Ed ha ragione.


Voto: 10 (Dieci)
postato da: Testavuota alle ore 22:49 | link | commenti (5)
categorie: cinema, cartoon, pixar, robot, 10 , wall-e, stanton andrew
domenica, 18 gennaio 2009

Killer Condom (1996)
Titolo originale: Kondom des Grauens
Regia: Martin Walz


Se il titolo di questo film vi fa pensare ad un film trash, se la locandina somiglia ad un trash, e se anche l'argomento trattato vi ricorda un trash, beh, non fatevi trarre in inganno: si tratta veramente di un trash.
Ma di un trash veramente ben fatto, e che diamine!

Ma cos'è Killer Condom? E' tante cose, dipende come lo si vuole vedere.

Killer Condom è una produzione tedesca, un B-Movie targato Troma.

Killer Condom è un horror, ci sono i mostri dentati (che sono preservativi assassini, ma sempre mostri sono, e sono pure brutti), sangue, e paura.

Killer Condom è un noir, c'è l'investigatore siciliano Luigi Makkeroni, un duro col cicchino sempre in bocca che sgomina il male e trova i colpevoli.

Killer Condom è una critica alla società, si critica la chiesa, si critica l'omofobia, si rompe una lancia in favore degli omosessuli e delle minoranze, si critica la società americana, e pure lo stereotipo italiano pizza spaghetti e mandolino (e pure babbà e arancino).

Killer Condom è tutto questo, e molto altro ancora.

La trama? Semplice. L'investigatore Makkeroni è un investigatore a cui piacciono i bei culi dei ragazzi depilati. E' fornito di due pistole, una per sparare, e una nei suoi pantaloni, un 32 pollici di assoluto godimento che quando si eleva mette in ombra gli spettatori. E poi ci sono i terribili preservativi assassini, che strappano il membro a chi li indossa. Tanti gai gays, e tanto altro ancora.

Il film è fatto veramente bene, ha una regia splendida, una bella fotografia, e anche la recitazione non è male. Chiaramente però, visto il tema, non può assolutamente non rimane un film di nicchia.

In ogni caso vi si trova anche una splendida citazione di Psyco, la scena nella doccia per la precisione. Le pugnalate. I cambi di inquadrature. Il coltello. Tutto allo stesso modo. Solo che al posto del sangue, cade la sigaretta: non muore il protagonista, ma muore la sua escrescenza, la parte rude, come se la caduta della sigaretta indicasse la morte del machismo dell'investigatore e il passaggio di questi ad una personalità più sentimentale ed emotiva, cosa che effettivamente accade.

Due frasi del film devono assolutamente essere citate. La prima, dopo che il presidente degli stati uniti è stato evirato da un morso di un condom:
"Come puo' pensare che un uomo senza pene diventi il presidente degli Stati Uniti?" (Critica alla società fallocratica e fallocentrica americana e non o pura obiettività?)

La seconda, di Makkeroni: "I finocchi sono veri uomini, sanno quello che vogliono". Grande Makkeroni.

Basta, la finisco qui, che mi sono dilungato anche troppo, ma ne valeva la pena. Consiglio assolutamente il film a chi ama la Troma, a chi vuole vedere un horror fuori dalle righe, a chi ama il trash, e a chi vuole farsi due risate con qualcosa di assolutamente folle ma fatto con cura e attenzione per i particolari. Insomma, guardatelo, guardatelo, guardatelo, non ve ne pentirete.


Voto: 7+ (Sette più)
domenica, 11 gennaio 2009

Zombie self defense force (2006)
Titolo originale: Zonbie Jietai
Regia: Naoyuki Tomomatsu


Ebbene sì, parlo sempre di zombi, sono fissato.
Poi parlo sempre di film giapponesi, e che palle...
Ma stavolta non voglio lamentele: ho un film di zombi nipponici per le mani, un film orribile, sanguinolento, dagli indubbi effetti speciali, dalla recitazione improbabile, insomma, un vero trash, e che faccio? Non lo recensisco?

La trama è mirabilante delle mirabilie. Un ufo puzzone si schianta sulla terra, un ufo che trasporta esserini verdi che sembrano le cacche di Arale. L'ufo puzzone diffonde il morbo. Tutti quelli che erano attorno divengono ZomPi e cominciano a lavorare di mascelle.

Mi piacerebbe dire che la trama finisce qui, ma non è così, ci sono trovate sensazionali che non possono essere dimenticate. Ne elenco alcune:

1) La mamma gravida (zomba) partorisce il neonato zombino, che morde salta e schernisce, e sembra la mano indemoniata de "la casa 2".
2) Un marines che è in realtà un cyborg potentissimo che uccide, affetta e porta la civiltà a suon di Katana
3) La figa smandorleccia sempre in sottoveste contesa da due lascivi maschiacci, poi zombi mordenti, trucidata in malo modo
4) Un soldato mummia che torna alla ribalta con tanta voglia di menar le mani

E poi tanto altro ancora. La trama non è che l'ho capita perfettamente, lo devo ammettere, non perchè troppo edotta, ma perchè il film è in giapponese, e non ho i sottotitoli, sfortuna nera. Ma ho visto che in vendita si trova anche l'edizione con sub ita. In ogni caso mi sarò perso qualcosa della trama, ma per fortuna che mi sono rifatto con la visione di una fotografia insulsa e una recitazione da recita di elementari. Nel complesso quindi: "Un capolavoro!!!".

Che posso dire? Trovatelo e guardatelo, che se avete un'ora e mezzo della vostra vita da buttare, questo è il cesso perfetto :) Io l'ho fatto, e ora sto da dio.


Voto: 5 (Cinque) - Il voto è valido solo per il mondo del trash, per il mondo "normale" il voto è 3--
postato da: Testavuota alle ore 10:29 | link | commenti (5)
categorie: cinema, trash, splatter, zombi, 03 , 05 , tomomatsu naoyuki

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